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Cartina

Grandi capolavori della musica classica sono stati ispirati da quadri di danze e musiche del folclore popolare.
In Val di Fassa, un tempo, oltre alle ricorrenze religiose, le feste erano quasi tutte di origine contadina. "L' Bacan" era la figura tipo del fattore, quello che in pratica riusciva a vivere in maniera autonoma, con i frutti della zootecnia e dell'agricoltura, anche se di proporzioni modeste. Nel periodo estivo, tutti questi piccoli proprietari portavano le mucche agli alpeggi comuni, dove potevano pascolare liberamente, venivano accudite negli stalloni delle malghe dai malgari, che provvedevano alla mungitura e alla lavorazione dei prodotti caseari. Nei tragitti, a volte anche lunghi, dal paese all'alpeggio e viceversa , "l'Bacan", per adunare ed incitare il bestiame, usava "la Paic", una frusta molto lunga, dal manico relativamente corto che, usato con maestria, provocava uno schiocco sonoro e allegro accompagnato dal tintinnio dei campanacci. A ricordare questi lieti eventi, oggi c'è il "Grop de la Paic Marmolèda" che ha formato un gruppetto folcloristico a sè stante e, intervenendo nelle manifestazioni, porta il suo contributo, se vogliamo così chiamarlo, di "musica antica e pastorale".

   foto Fassa Media Comunicazioni e Marisa Montibeller - testo Roberto Cavulli