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Cartina

Nei secoli passati, la posizione geografica della valle, decentrata e lontana dai grossi nuclei abitati, ha sempre influito sulla vita lavorativa dei fassani, creando continui problemi di emigrazione, anche a causa della situazione demografica alquanto modesta. Cerchiamo di immaginare quindi le enormi difficoltà che doveva sostenere chi voleva affermarsi in campo artistico, praticamente "emigrante a vita"! Questo fattore deve avere contribuito in maniera determinante a smorzare gli entusiasmi artistici.
Attorno al 1600, ci giunge qualche cenno storico che parla di un professionista di scultura su legno, certo Giorgio Grober di Campitello, detto "Gere dai Senc", cioè "Giogio dei Santi", probabilmente perchè, come era normale in quei tempi, nelle sue opere prevalevano soggetti sacri. Tracce del suo lavoro sono state trovate nell'altare della chiesa di S. Giuliana a Vigo e nella Pieve di S. Giovanni.
Notizie di un piccolo commercio di artigianato artistico ci giungono dai nostri nonni, che raccontano della scultura di rozzi "cavallini" in legno di cirmolo (pino cembro), trasportati in Val Gardena, rifiniti a mano, e in parte riportati, per essere dipinti quì, dove la pittura era più difusa.
Queste piccole pennellate di storia presentano, "Dulcis in fundo", gli artisti di questa festa.

   foto Fassa Media Comunicazioni e Marisa Montibeller - testo Roberto Cavulli